Possiamo vincere la pigrizia in un minuto

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La pigrizia, in un modo o nell’altro, la conosciamo tutti. E con tutti noi, in un modo o nell’altro, convive.

La pigrizia, in una battuta, la possiamo definire con una frase di Groucho Marx: “Eravamo in tre e lavoravamo come un sol uomo. Cioè due di noi poltrivano sempre“.

Ci sono periodi dell’anno che possiamo chiamare quelli dei “buoni propositi”: a inizio anno, prima del periodo estivo, al rientro dalle ferie e la ripresa autunnale. Ci diamo degli obiettivi sfidanti (andrò in palestra, dimagrirò per il costume, etc etc) e poi immancabilmente abbandoniamo questi obiettivi.

Il rinvio, il procrastinare, ci porta a lasciare gli obiettivi per strada

In molti casi non perseguiamo gli obiettivi semplicemente per pigrizia, per quello stato d’animo che ci porta a perdere la voglia di fare cose, anche quelle più piacevoli.

Possiamo vincere la pigrizia?

Masaaki Imai

Un metodo efficace  lo propone l’economista giapponese Masaaki Imai.

Parliamo del metodo Kaizan o “regola del minuto”.

Secondo Masaaki, quando decidiamo di fare qualcosa, ad esempio iniziare una dieta, viviamo una fase iniziale in cui siamo particolarmente eccitati, stimolati e contenti.

Dopo breve però, non appena ci rendiamo conto delle energie che dobbiamo utilizzare per portare a termine il compito, la motivazione iniziale comincia a diminuire. E’ entrata in gioco lei, la pigrizia.

Successivamente si apre un’altra fase, quella in cui cominciamo a pensare, a trovare le possibili scuse od ostacoli che ci permetteranno di procrastinare quanto ci proponiamo, arrivando al punto di lasciare questa attività da parte. In occidente abbiamo la terribile abitudine di voler apportare grandi cambiamenti in pochissimo tempo.

Pensiamo che sia una questione di forza di volontà ed ecco che ci carichiamo sulle spalle tanti progetti che poi non siamo in grado di realizzare. Pensiamo sia possibile cambiare dall’oggi al domani e, quando non ci riusciamo, ci sentiamo in colpa e frustrati

Come fare allora? Prima di arrivare a quel punto, possiamo mettere in pratica la “regola del minuto”.

In cosa consiste la regola del minuto?

E’ un approccio al problema che bene si sposa con la filosofia orientale secondo cui tutto fa parte di un processo e i grandi successi sono frutto di un impegno continuo che attraversa diverse fasi.

Il punto di forza è il fatto di aver capito che la velocità, quasi sempre, non porta da nessuna parte.

Dobbiamo cercare di eseguire l’attività che ci siamo imposti per un minuto ogni giorno. Questo periodo molto corto non ci consente di poter inventare scuse o impedimenti e, di conseguenza, di procrastinare.

Permette di stabilire un confine nel cervello ed introdurre un cambiamento senza la sensazione di dover fare uno sforzo enorme per adattarsi alla nuova abitudine.

Un minuto scorre velocemente, ma la traccia rimane: il cambiamento si inserisce nello stile di vita senza che ce ne rendiamo conto.

In questo modo, anche se siamo pigri o non abbiamo sufficienti energie, possiamo fare piccoli passi sino a trovare la forza per raggiungere l’obiettivo.

L’ideale è applicare la regola del minuto per almeno 60 giorni consecutivi. È un periodo di tempo sufficiente affinché quello che prima era completamente estraneo alla nostra routine diventi un’attività familiare. E se riusciamo a vivere questa azione come “normale”, allora sparirà la resistenza che prima ci impediva di realizzarla.

Il segreto è quello di evitare di pensare che, per raggiungere gli obiettivi, bisogna utilizzare, fin da subito, una grande quantità di tempo e fatica.

La regola del minuto è ideale per i compiti che non ci motivano molto o ci suscitano una grande pigrizia. Un esempio è quello dell’attività fisica, ma la regola vale per tutte le abitudini che vogliamo adottare.

È un metodo semplice, perché non provarci?

 

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