Il turismo enogastronomico conduce chi lo ama e pratica tra prodotti tipici, cantine, mercati e tradizioni locali, permettendo di conoscere un territorio in modo diverso.
Qualunque località della nostra Italia può essere scoperta attraverso i suoi sapori.
È questa l’idea alla base del turismo enogastronomico, un modo di viaggre che, accanto alla visita di città, borghi e paesaggi, permette la conoscenza delle produzioni locali.
Un approccio particolarmente interessante nella seconda parte dell’estate e ora in autunno, quando numerosi territori italiani propongono appuntamenti dedicati alle proprie tradizioni alimentari.
Il cibo racconta il territorio

Ovunque andiamo possiamo trovare un prodotto tipico che porta con sé una parte della storia del luogo in cui viene realizzato.
Formaggi, salumi, vini, oli, conserve, dolci e specialità locali esprimoni le caratteristiche del territorio, il meglio delle materie prime disponibili e delle tecniche tramandate nel tempo.
Assaggiarli durante un viaggio significa aggiungere anche una dimensione culturale alla semplice esperienza di degustazione.
Un esempio di come la materia prima cambi con la stagionalità e come il prodotto finale a sua volta abbia caratteristiche differenti, pur trattandosi dello stesso prodotto, lo possiamo fare con la fontina.
La fontina dop è prodotta esclusivamente in Valle d’Aosta con latte vaccino crudo di bovine di razza valdostana (Pezzata Rossa, Pezzata Nera e Castana).
Accanto alla fontina classica, prodotta tutto l’anno, da giugno a settembre in Valle si produce la fontina d’alpeggio.
Questa versione, particolarmente pregiata, è prodotta esclusivamente negli alpeggi d’alta quota (sino a 2700 metri).
Il latte prodotto dalla vacche che mangiano erba e fiori d’alta montagna producono un latte diverso che porta ad una pasta del formaggio più scura e dal sapore più intenso.
Dalle cantine ai frantoi

Il turismo legato al cibo non si limita ai ristoranti.
Sempre di più sono coloro che si avvicinano all’enoturismo e all’oleoturismo.
L’enoturismo non è più una semplice vendita in cantina, ma un’esperienza immersiva che include passeggiate nei vigneti, percorsi sensoriali e l’apprendimento delle tecniche di vinificazione.
Italia, Francia e Spagna si spartiscono il mercato europeo, alternandosi nelle classifiche di produzione e qualità, ognuna con prodotti di eccellenza.
E ogni regione ha una sua eccellenza, o più eccellenze, che certamente soddisfano il gusto anche dei palati più esigenti.
La realtà dei frantoi sta diventando oggetto di visita da parte di un numero sempre maggiore di persone.
L’olio è alla base della dieta mediterranea e si caratterizza per una pluralità di varietà, più o meno forte al gusto.
La visita in un oleificio sarà una giornata in cui potremo conoscere il ciclo produttivo di questo prezioso prodotto, dalla molitura all’estrazione e all’imbottigliamento.
I mercati e le botteghe da scoprire

Dopo aver dato spazio al cibo, il turismo enogastronomico non può non portarci alle botteghe ed ai mercati dove questi prodotti sono in vendita.
Anche i mercati rionali rappresentano un punto di osservazione privilegiato.
Passeggiare tra i banchi di un mercato locale è di per sè molto caratteristico per i suoi colori, per le voci che lo animano, spesso in vernacolo locale, più o meno colorito.
È divertente entrare nella bottega di altri tempi e scoprire prodotti genuini ma anche oggetti locali che ormai si sono persi nella grande città.
Una cosa meravigliosa, che nella Provincia rimane, è proprio il gusto della tradizione, la volontà di conservare la propria storia.
Spesso in botteghe locali ritroviamo oggetti della memoria, oggetti che abbiamo magari visto da bambini e che oggi non ci sono più, superati e annientati dalla robotica.
Ricordo ad esempio di aver trovato una volta un trita carne in ferro, di altri tempi, con la manovella e di aver fatto memoria di quando i miei genitori lo usavano in alcune ricette.
Inutile dire che l’ho acquistato e con quell’oggetto del passato sono tornati i gusti persi dal macinato meccanico elettrizzato, che non accarezza le fibre, le spappola senza preservare il gusto del prodotto.
Un modo diverso di scegliere la destinazione
Il turismo enogastronomico è un modo un po’ diverso di approcciare il viaggio e la scelta dei luoghi.
Ci permette di partire da una domanda diversa: non soltanto dove andare, ma anche cosa conoscere e assaggiare.
L’idea di degustare un prodotto tipico, una ricetta tradizionale o una produzione locale possono diventare lo stimolo al viaggio e il punto di partenza per costruire un itinerario.
Costruito l’itinerario avremo il piacere di un viaggio capace di unire cultura, paesaggio e gastronomia, quale occasione per conoscere meglio il territorio.
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