Dal 21 settembre al 18 novembre 2026 piazza Municipio di Napoli ospita Voyageur, il nuovo intervento di arte pubblica di Ibrahim Mahama.
L’artista ghanese, il primo artista africano ad aver raggiunto il primo posto nella classifica Power 100 di ArtReview, è senza dubbio una delle voci più influenti dell’arte contemporanea.
Mahama predilige installazioni monumentali e site-specific realizzati con materiali legati al mondo del lavoro e del commercio (legnami, sacchi di juta, residui industriali).
Attraverso questi esplora le economie globali, le storie coloniali e la circolazione di beni e persone.
I precedenti in Italia

Mahama ha già avuto esperienze significative in Italia.
Nel 2019, a Milano, impacchettò con i sacchi in juta i Caselli di Porta Venezia per Fondazione Trussardi, recuperando il progetto già sviluppato alla Biennale di Venezia 2015 e a Documenta 14 nel 2017
Sempre nel 2019 Mahama realizzò una monumentale installazione con scatole di scarpe per il debutto del padiglione del Ghana alla Biennale.
Nel 2021 ha ottenuto il Premio Pascali nel 2021, uno dei riconoscimenti di arte contemporanea più longevi d’Italia, istituito a Polignano a Mare nel 1969
Voyageur

L’installazione di Mahama è composta da tre imbarcazioni in legno, alte 5, 7 e 8 metri, realizzate secondo modelli e tecniche tradizionali del Ghana e collocate direttamente nel suolo della piazza.
Alla vista l’impatto visivo è molto forte e modifica il volto di uno degli spazi più importanti e attraversati di Napoli.
La piazza affaccia sul porto di Napoli ricordando, se mai ce ne fosse bisogno, il legame profondo della città con il mare e tutto ciò che esso significa.
Il mare è certamente un luogo di viaggio, dovrebbe essere occasione d’incontro, di conoscenza, di accoglienza e pace. Non di disperazione e rifiuto.
Le barche di Mahama paiono entrare fisicamente nella piazza.
Una scelta che lascia aperta ogni possibile interpretazione.
Potrebbero essere imbarcazioni che stanno lentamente affondando oppure come scafi che emergono dal terreno, quasi fossero riapparsi dopo un lungo viaggio
Il significato
Le tre barche di Mahama mettono in relazione l’Africa occidentale e il Mediterraneo, due geografie unite da secoli di navigazioni, scambi e attraversamenti.
Mahama ci invita a riflettere sui temi centrali della sua esperienza artistica: i processi di migrazione, la circolazione delle merci e lo sfruttamento del lavoro, la memoria dei materiali e della storia dei popoli, gli scambi tra culture per la crescita e la trasformazioni delle comunità.
Per il curatore Vincenzo Trione, “le tre barche di Mahama, collocate al centro della piazza riprogettata da Álvaro Siza, accentuano la dimensione misteriosamente metafisica di questo spazio e diventano immagini ambigue: da una parte evocano il destino tragico di chi tenta di attraversare il Mediterraneo, dall’altra ricordano vele issate al vento, di fronte al porto di Napoli. Sono, insieme, monumenti alla memoria e alla possibilità del viaggio, metafore di piccole e necessarie utopie, forme della speranza”.
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