E’ il primo d’aprile, fate attenzione al “pesce d’aprile”.
Mentre qualcuno organizza il prossimo scherzo scopriamo da dove nasce questa tradizione che è molto diffusa in tutto il mondo occidentale.
La tradizione esiste da diversi secoli ma le sue origini non sono certe.
Le origini
Secondo alcuni il “pesce d’aprile” nascerebbe in epoca romana, in occasione della festa degli Hilaria celebrata il 25 marzo, nella quale i cittadini si mascheravano e si prendevano in giro gli uni con gli altri.
Secondo altri l’origine sarebbe più recente.
Una teoria vuole che sia nato in Francia dopo l’adozione del calendario gregoriano avvenuta nel 1582 e il successivo spostamento della data del capodanno al primo gennaio.
Sino ad allora in molti Paesi l’anno iniziava il 25 marzo e c’era l’usanza di scambiarsi i regali per il “capodanno” il primo aprile.
Quando ci fu lo spostamento dell’inizio dell’anno a gennaio si diffuse la tradizione di regalare pacchetti vuoti il primo aprile, come simbolo scherzoso della vecchia usanza ormai mandata in soffitta.
La teoria, però, non è mai stata provata e sulle origini del “pesce d’aprile” esistono molte altre ipotesi alternative.
L’unica certezza è che l’usanza delle burle, almeno in alcune località, è attestata sin dal ‘600.
Tutti chiamano questa usanza “pesce d’aprile”?
Rispondiamo subito con un bel no!
E’ un modo di dire in uso in Italia, in Francia, in Belgio e nelle aree francofone di Canada e Svizzera.
Sull’origine dell’espressione le ipotesi sono molteplici.
Una la fa risalire ai tempi di Cleopatra. Il generale romano cercò di barare durante unagara di pesca, ordinando a un suo schiavo di attaccare all’amo della sua canna un pesce enorme che gli avrebbe fatto vincere la gara. Cleopatra si accorse della trappola e fece sostituire il pesce con uno finto fatto di pelle di coccodrillo.
L’usanza di festeggiare il 1 di aprile in Italia risale al 1860-1880. La prima città ad accoglierla fu Genova. Pare che la ricorrenza debba il suo nome al fatto che spesso in primavera sui fondali marini c’erano pochissimi pesci e i pescatori, tornando a mani vuote, venivano presi in giro dai compaesani.
Più banalmente è credibile che l’espressione sia riconducibile al fatto che il pesce abbocca facilmente all’amo: chi ha subito uno scherzo, ha abboccato come un pesce!
In altri altre parti del mondo per rivelare lo scherzo si dice semplicemente “Bugia d’aprile” o “Aprile! Aprile!”.
Nel mondo anglosassone la giornata è conosciuta come April Fool’s Day (Giorno dello scemo d’aprile).
Gli scherzi del 1° aprile
Gli scherzi del primo aprile possono essere di ogni tipo.
I bambini usano attaccare un pesce di carta sulla schiena della vittima.
Tra i “pesci d’aprile” che hanno fatt0 storia vi è quello del mostro di Loch Ness. Il 1° aprile del 10972 fu diffusa la notizia che un gruppo di zoologici avevano scoperto il corpo del famoso mostro galleggiare sull’acqua. A corollario della notizia circolarono alcune foto e la carcassa fu esposta in uno zoo sino a quando non fu rivelato che si trattava di un elefante marino.
In questa epoca multimediale occorre fare attenzione alla fake news on line.
Nel 2013 Google annunciò il lancio di un’app rivoluzionaria, il “Google Nose“, che rendeva possibile a tutti percepire gli odori online a patto di avere un dispositivo compatibile dotato della tecnologia “SMELLCD”.
Nel 2015 il CERN annunciò di aver scoperto che la Forza dei cavalieri Jedi in “Star Wars” esiste davvero, per la gioia degli appassionati della saga.



