Il Fuorisalone 2026, la Milano Design Week, è in scena in città dal 20 al 26 aprile.
Si aprono portoni e cortili non accessibili durante per far tornare a vivere capannoni e spazi spesso chiusi.

Si crea un’energia che percorre la città e si genera il business.
Attesi 300.000 visitatori (di cui il 60% dall’estero) e un indotto di 250 milioni di euro.
Milano cambia ritmo e si mette in movimento, in uno scambio di flussi tra centro e periferia, tra spazi istituzionali e luoghi più o meno noti della città.
Il fuorisalone è l’evento parallelo al Salone del Mobile (21-26 aprile), allestito in Fiera MIlano a Rho, che occupa 169.000 metri quadrati completamente sold out, con oltre 1.900 espositori da 32 Paesi.
Per sette giorni in sedici distretti, Fuorisalone propone oltre 1600 eventi dedicati al tema Essere Progetto.
Le installazioni in Statale
L’Università degli Studi di Milano propone “Materiae”, mostra-evento diffusa che coinvolge più sedi cittadine e mette in relazione architettura, impresa e ricerca.
È uno dei progetti più strutturati dell’edizione, con installazioni su larga scala e partecipazione internazionale, baricentro della settimana del Fuorisalone.
In esposizione installazioni, mostre tematiche e microarchitetture.
Le opere sono firmate dai più noti design del mondo.
Tra di essi Alessandro Scandurra, Mad, Piero Lissoni, Wu Bi, Zaha Hadid Architects, Big (Bjarke Ingels Group), Snøhetta, Amdl Circle e Michele De Lucchi,
Gli eventi in via Tortona
Nella zona della moda e della movida troviamo il “Design is an Act of Love” di Samsung al Superstudio Più, il “Soundsorial Design” di Iqos con Devialet a Opificio 31, il progetto Geberit “Flow. Form. Function.” al Geberit Experience Center e installazioni automotive e tecnologiche alla Torneria Tortona.
Nello stesso modo Base Milano ospita “We Will Design – Hello Darkness”, uno dei programmi più articolati tra ricerca, formazione e sperimentazione.
Tra le cose più curiose da vedere c’è la proposta di Mc Donald’s che il 20 marzo 1986 apriva il suo primo ristorante italiano in piazza di Spagna a Roma.
All’epoca lo scetticismo fu tanto e qualcuno disse che un panino non avrebbe mai potuto avere successo e che si sarebbe continuato a gustare cibo solo nei ristoranti.
Mai profezia fu tanto sbagliata!
Celebrando i 40 anni di presenza in Italia, Mc Donald’s propone in via Tortona 58 una mostra intitolata “POOL. Ti sblocco un ricordo“.
L’esposizione, curata da Nicolas Ballario, utilizza l’arte contemporanea e l’intelligenza artificiale per ripercorrere l’evoluzione del marchio e il suo impatto sulle abitudini di consumo in Italia. Tutto ruota intorno ad una grande vasca di palline colorate, elemento che ci riporta all’infanzia ed al gioco.
A Porta Nuova un’esperienza collettiva
Il quartiere si trasforma in un’esperienza collettiva grazie al progett “Blooming Imperfection – Relationships in Progress“, che vuole connettere i sensi, far riflettere sulla bellezza delle imperfezioni e sul significato delle relazioni umane.
Per quanto riguarda le installazioni dell’artista Andrea Olivari, esse sono una realtà tangibile che mette a nudo organi umani come cuore, stomaco e cervello, con frasi che sembrano quasi provocatorie, perché l’incompiuto e l’errore non sono fallimenti, ma parti essenziali della costruzione di legami autentici.
Le opere sono visibili in Piazza Gae Aulenti, Corso Como (Via Capelli), Piazza Alvar Aalto e Piazza Luigi Einaudi
I Palazzi si aprono
In questa edizione, alcuni edifici di solito chiusi, diventano sedi espositive.
Parliamo di Casa Rossa a Porta Venezia, della Piscina Romano che propone installazioni in vetro, di Crespi Bonsai Museum con interventi tra natura e design.
Tra le mostre e i progetti speciali, “When Apricots Blossom” a Palazzo Citterio con artisti internazionali.



