Obbligatoria targa e assicurazione sui monopattini elettrici

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È entrato in vigore il 16 maggio 2026 l’obbligo di targa sui monopattini elettrici così come previsto dal nuovo codice della strada.

Il contrassegno sarà legato al codice fiscale del proprietario (e non al mezzo).

Questo avviene perché i monopattini non sono iscritti all’Archivio nazionale dei veicoli.

Nella pratica questo significa che, se il proprietario dovesse decidere di vendere il mezzo, in quel caso dovrà rimuovere la targa essendo un contrassegno personale.

Slitta al 16 luglio la scadenza per l’assicurazione. Il casco, come sappiamo, è già obbligatorio dal 14 dicembre 2024, anche se, molto spesso, vediamo che la norma non è rispettata e fatta rispettare.

Per chi non rispetta gli obblighi sono previste multe fino a 400 euro.

Precisiamo che non è una classica targa, bensì un adesivo di forma quadrata che riporta sei caratteri, tre lettere e tre numeri.

L’adesivo dovrà essere attaccato sul parafango posteriore o, in alternativa, sul piantone anteriore.

Come ottenere la targa

La targa adesivo deve essere acquistata sul Portale dell’automobilista, sito del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (qui le istruzioni).
Alla piattaforma si accede con SPID o tramite credenziali CIE.
Una volta inviata la domanda, il Centro servizi della Motorizzazione civile prenderà in carico l’istanza e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato provvederà alla produzione dell’adesivo.

Al termine della procedura, l’interessato potrà prenotare un appuntamento per il ritiro del cosiddetto “targhino”.

È possibile anche il ritiro in agenzie automobilistiche con la maggiorazione dei costi da queste richiesti.

Il costo, per una gestione diretta della pratica, è di 8,66 euro (di cui 5,03 euro per il costo di produzione, 1,11 euro per l’IVA e 2,52 euro quale quota di maggiorazione destinata alle attività finanziate), cui occorre aggiungere l’onere dell’imposta di bollo e degli eventuali diritti di motorizzazione.

Il costo complessivo è di circa 35 euro tra bollo, diritti e costo del contrassegno.

Caratteristiche della targa

La targa ha forma rettangolare, fondo di colore bianco, con caratteri alfanumerici scritti in nero, dimensioni 50 mm x 60 mm.
Sono indicati sei caratteri alfanumerici, riportati su 2 righe.
Le lettere saranno dalla B alla Z (con l’esclusione di A, E, I, O, Q, U), mentre i numeri andranno dal 2 al 9.
Sul Portale c’è un’illustrazione grafica di come va attaccato l’adesivo sul mezzo.
Il contrassegno sarà un adesivo plastificato che non potrà essere rimosso, prodotto con materiali anti-contraffazione.

A cosa serve la targa?

Sino ad oggi se uno di questi mezzi provocava un incidente con un altro veicolo (auto o moto) assicurato, non essendo il monopattino targato e identificabile, le assicurazioni avevano il pretesto per non attivare le procedure di risarcibilità per i mezzi assicurati e danneggiati.

Ora le cose cambiano.

La targa permette di dare efficacia all’obbligo di assicurazione, introdotto dallo Stato con l’obiettivo di rendere più semplice l’identificazione del proprietario del mezzo.

Il contrassegno associa con certezza il monopattino a chi lo possiede e permette il risarcimento dei danni in caso di incidenti.

Il costo della copertura assicurativa per i danni verso terzi arrecati durante la guida del monopattino (come lesioni a pedoni o ciclisti o danni ad altri veicoli) varia dai 25 ai 150 euro all’anno, a seconda del tipo di polizza e delle garanzie aggiuntive scelte.

E le biciclette elettriche?

Purtroppo sono escluse dell’intervento normativo e sono ancora un oggetto sconosciuto al legislatore.
Un vero peccato, perché se dai paludosi palazzi i politicanti uscissero ad incontrare il mondo reale, si accorgerebbero dei danni che tali mezzi provocano.
Le biciclette elettriche, spessissimo usate dai rider per le consegne, ma non solo, viaggiano alla velocità dei motorini e sbucano fuori da ogni dove. Il tutto, ovviamente, senza obblighi assicurativi. Se c’è un incidente, sono guai per il malcapitato conducente di auto o moto.
L’augurio è che l’illuminato legislatore si accorga anche di questi mezzi e provveda con un intervento ad hoc, creando una condizione di parità di diritti e doveri tra i soggetti che circolano sulle strade.
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