Milano ad agosto si svuota e assume ritmi e toni del tutto nuovi e inusuali rispetto alle frenesia di sempre. È l’occasione per avere cura di sè e visitare cinque grandi mostre che forse non hai avuto modo di vedere prima.
Homme assis di Pablo Picasso
Homme assis – Picasso
Il museo del Novecento propone, sino al 27 settembre, l’Homme assis di Pablo Picasso.
È il primo dipinto dell’artista a entrare nelle collezioni civiche milanesi nel 1972.
In un percorso che si snoda tra fotografie, documenti e materiali d’archivio, la mostra racconta come il “Moschettiere” picassiano sia divenuto un simbolo politico e culturale tra Parigi del Salon de Mai, la Cuba rivoluzionaria del Salón de Mayo e la Milano delle mobilitazioni antifranchiste.
Il dipinto fu acquistato dal Comune di Milano, su iniziativa dell’allora sindaco socialista Aldo Aniasi.
Fu un gesto di solidarietà e sostegno alla lotta contro il regime franchista.
Realizzata nel 1967, Homme assis appartiene alla celebre serie dei Moschettieri, uno dei cicli più significativi dell’ultima fase creativa di Picasso.
Le opere di questa serie sono state tradizionalmente interpretate dalla critica come proiezioni immaginarie dell’artista stesso, figure attraverso le quali il maestro spagnolo rifletteva sulla propria identità, sulla memoria e sul trascorrere del tempo.
Arnaldo Pomodoro
Arnaldo Pomodoro. Una vita.
Le Gallerie d’Italia ospitano, fino al 18 ottobre 2026, una grande mostra dedicata ad Arnaldo Pomodoro, uno dei più significativi e celebri scultori del panorama artistico internazionale del secondo Novecento.
L’evento culturale si inserisce in una ricorrenza speciale per la storia dell’arte contemporanea. L’esposizione celebra infatti un doppio anniversario: il primo anno dalla scomparsa dell’artista (avvenuta il 29 gennaio 2025 alle soglie dei 99 anni) e il centenario della sua nascita.
La mostra d’arte a Milano propone un itinerario completo attraverso oltre quaranta opere del maestro.
Si parte con i primi lavori e le sperimentazioni di metà degli anni Cinquanta, per proseguire con le celebri grandi sfere bronzee, icone dell’arte italiana nel mondo, caratterizzate da superfici levigate che si rompono per rivelare complessi ingranaggi interni.
In conclusione la ricerca contemporanea con la ricerca contemporanea, le evoluzioni e le sperimentazioni geometriche degli anni Duemila.
L’obiettivo della mostra alle Gallerie d’Italia è offrire al pubblico nuove chiavi di lettura e di visione della produzione dello scultore. L’allestimento va oltre la semplice contemplazione estetica, restituendo ai visitatori la complessità del suo percorso intellettuale, teorico e creativo
L’esposizione presenta oltre quaranta grandi teleri, opere monumentali concepite appositamente da Kiefer per dialogare con la drammatica e suggestiva bellezza della Sala delle Cariatidi, un luogo della memoria ancora segnato dalle ferite del bombardamento del 1943
Il fulcro narrativo de Le Alchimiste si lega strettamente alla storia di Milano. La figura centrale è infatti Caterina Sforza, scienziata e condottiera che visse a Milano la sua giovinezza, autrice di un raro manoscritto contenente oltre 400 ricette tra medicamenti e formule alchemiche.
Con questa mostra, l’artista tedesco convoca una vera e propria costellazione di figure femminili storiche e restituisce idealmente volti e corpi cancellati dal tempo, riconoscendo a queste straordinarie alchimiste un ruolo cruciale e pionieristico nella nascita del pensiero scientifico moderno
Mario Raciti. Opere 1952-2025
Palazzo Reale ospita sino al 20 settembre 2026 la mostra antologica “Mario Raciti. Opere 1952-2025”.
Questa straordinaria esposizione celebra la carriera di uno dei maggiori esponenti della pittura italiana del secondo Novecento.
La retrospettiva dedicata a Mario Raciti permette di ripercorrere l’intero itinerario pittorico dell’artista.
L’esposizione si snoda attraverso oltre settant’anni di attività, partendo dagli esordi nei primi anni Cinquanta per giungere alle ultime evoluzioni della sua produzione.
La mostra mette in luce la complessa trama di relazioni che unisce l’arte visiva alla poesia e alla letteratura milanese, elementi che da sempre nutrono l’immaginario del pittore.
Per Mario Raciti, questa mostra a Palazzo Reale rappresenta un ideale ritorno a casa.
Al tempo stesso, l’esposizione si configura come il coronamento della carriera di un pittore che a Milano ha vissuto e operato, firmando una delle espressioni artistiche più originali e profonde del secondo Novecento.
Women for Women against Violence
women for women against violence
La Fabbrica del Vapore di Milano ospita la mostra “Women for Women against Violence”, un progetto fotografico di forte impatto sociale visitabile fino al 30 agosto.
Questa straordinaria esposizione utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali fragilità che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno.
Non si tratta di una semplice esposizione, ma di un vero e proprio percorso culturale multidisciplinare che unisce arte e impegno civile.
Grazie a un QR Code posizionato accanto a ogni fotografia, i visitatori possono approfondire i contenuti multimediali e ascoltare o leggere le testimonianze dirette delle protagoniste, rendendo l’esperienza di visita interattiva e profondamente toccante.
“Women for Women against Violence” supera il tradizionale concetto di esposizione fotografica. Il progetto si propone come uno spazio di incontro tra linguaggi diversi, in cui la fotografia, il design e la creatività dialogano tra loro.
Questo approccio innovativo offre al pubblico una riflessione più ampia, immersiva e coinvolgente su temi cruciali come il contrasto alla violenza sulle donne, l’impatto della malattia oncologica e la forza del riscatto sociale.
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