L’arte di Leonora Carrington è in mostra a Palazzo Reale dal 20 settembre 2025 all’11 gennaio 2026.
Potremo ammirare e scoprire la visionaria produzione di una delle artiste più suggestive delle avanguardie di inizio ‘900.
La selezione delle opere presentate è molto ricca e proviene da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.
I dipinti, gli scritti e le fotografie in mostra ci permettono di conoscere l’universo fantastico, onirico e “metafisico” di Leonora Carrington, che si pone in profonda sintonia con le avanguardie degli anni Venti, in particolare con il movimento Surrealista.
La vita di Leonora
La formazione
Leonora Carrington nasce il 6 aprile 1917 a Chorley, nel Lancashire, contea dell’Inghilterra nord-occidentale, in una famiglia dell’alta borghesia. Il padre è un ricco magnate del tessile, mentre la madre, di origini irlandesi, è figlia di un medico.

L’infanzia di Leonora scorre tra noiose lezioni private e lo stupore per le leggende e fiabe narrate dalla nonna materna e dalla tata irlandese.
I miti e il folklore celtici, l’amore per gli animali, in particolare per i cavalli (in molti dipinti il suo alter ego sarà un cavallo), la lettura dei libri di Lewis Carroll e Jonathan Swift, nutrono la sua immaginazione.
Nel 1932 Leonora Carrington è a Firenze, nel collegio per “signorine” di Miss Penrose, per completare la sua formazione.
Durante la permanenza italiana Leonora sviluppa il suo interesse per il disegno e l’arte.
La Carrington disse: «Ero molto contenta in Italia, spesso andavamo a visitare chiese, conventi e musei; ricordo di avere visto bellissimi affreschi, sculture e molti quadri».

Scopre soprattutto l’arte pre rinascimentale e apprezza Paolo Uccello, Arcimboldo, Pisanello.
Nel 1936 torna a casa in Inghilterra; ma è inquieta.
Dopo poco si trasferisce a Londra, dove frequenta prima la Chelsea School of Arts, poi i corsi di pittura tenuti da Amédée Ozenfant nell’omonima accademia.
A Londra incontra Max Ernst che espone presso la Mayor Gallery (Exhibition of Surrealist Paintings by Max Ernst): è amore a prima vista.
Max Ernst
I due si trasferiscono a Parigi in rue Jacob, a poca distanza dall’abitazione di Pablo Picasso. Qui Leonora espone le sue prime tele alle mostre surrealiste e scopre una vivace vena letteraria che la porterà a pubblicare i primi racconti.
È questo un momento fondamentale nel percorso artistico di Leonora Carrington: nei suoi dipinti appaiono gli esseri ibridi, le creature metamorfiche, gli oggetti dalle forme antropomorfe e i simboli alchemici.
Figura tra le più originali e anticonformiste dell’arte del XX secolo, Leonora Carrington era una donna dallo spirito libero, irrequieto, dalla curiosità smisurata.
André Breton, poeta e padre del Surrealismo, definì Leonora Carrington “una incantatrice dallo sguardo dolce e beffardo“. Dalì la “la più importante artista surrealista donna”.
Max Ernst la chiamò “la sposa del vento”.
Leonora affascina, stordisce, ma rifiuterà sempre l’appellativo di musa, dichiarando: “Non avevo il tempo di essere la musa di nessuno… ero troppo impegnata a ribellarmi alla mia famiglia e a studiare per diventare un’artista”.
Successivamente Carrington ed Ernst si trasferiscono a Saint-Martin d’Ardèche, dove rimangono fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale. La storia con Ernst è intensa e totalizzante.
Durante la guerra Ernst, in quanto tedesco, viene fatto prigioniero e la Carrington cade in preda all’angoscia, alla solitudine, alla disperazione. Fugge dalla Francia riparando a Madrid.
Il manicomio, la fuga, il matrimonio
Leonora non regge gli eventi, le sue condizioni di salute peggiorano. Viene dichiarata pazza e internata in un ospedale psichiatrico di Santander.

La tremenda esperienza del manicomio darà luogo al suo racconto autobiografico “Down Below”, libro che l’artista scrive su suggerimento di Pierre Mabille
La famiglia della Carrington avrebbe voluto mandare Leonora in Sudafrica per rinchiuderla in un istituto più sicuro.
Grazie ad una serie di eventi rocamboleschi, incontra il diplomatico messicano Renato Leduc che, per salvarla, decide di sposarla.
Prima di partire per New York, nel 1941, a Lisbona, Leonora incontra di nuovo Max Ernst che, tornato libero, ha iniziato una relazione con l’ereditiera e mecenate Peggy Guggenheim.
L’anno seguente Leonora si trasferisce in Messico, dove rimarrà per molti anni.
Il Messico è il luogo ideale per lo sviluppo della sua arte, ricca di figure enigmatiche e mitologiche legate al mondo del passato archeologico e soprattutto al mondo dei miti religiosi; Leonora diventa una delle maggiori figure del Surrealismo latino-americano.
L’artista muore a Città del Messico il 25 maggio 2011.
La rinascita in Messico
Negli anni quaranta e cinquanta Leonora produce le sue opere più visionarie, in un azzeccato connubio tra ricordi d’infanzia, studi di alchimia, richiami magici e mitologici, in una prodigiosa sintesi di forme, simboli e culture, in un linguaggio unico e complesso espressione di una mirabile padronanza tecnica.

Sono di questo periodo le straordinarie opere Las tentaciones de San Antonio, The Elements, The Lodging House, Retrato del Dr. Urbano Barnés, El Nigromante.
Non si può non ricordare l’imponente opera murale El mundo mágico de los Mayas (1963-64), che realizza su commissione del Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico, realizzata dopo aver trascorso un periodo in Chiapas per approfondire la civiltà millenaria dei Maya.
Leonora partecipa alla creazione del manifesto per la liberazione delle donne intitolato Mujeres Conciencia (1972) attestando la sua partecipazione alla nascita del movimento femminista messicano.
In conclusione
Il percorso espositivo restituisce la traiettoria unica di una donna fuori dall’ordinario, artista, migrante ed esule, che ha fatto dell’immaginazione uno strumento di resistenza e conoscenza.
Carrington emerge come pioniera dell’ecofemminismo e instancabile esploratrice della coscienza, capace di dar vita a un mondo fantastico e sovversivo in cui il quotidiano si intreccia con l’alchimia, la fiaba e l’inconscio.



